Newsletter Sistri 2017

SISTRI – LA SCADENZA DEL 2017

Newsletter SISTRI 2017 di Safe24 a Prato.

Il 30 aprile è il termine entro il quale le aziende obbligate ed  iscritte al SISTRI devono pagare il contributo relativo all’anno 2017.

Le modalità di pagamento sono descritte alla pagina “Modalità di pagamento” mentre la procedura per la registrazione nel sistema dell’avvenuto pagamento del contributo è spiegata nella Guida “GESTIONE AZIENDA” disponibile per il download in pdf cliccando sul link sotto.
A pagina 35 troverete le istruzioni per il pagamento e per il calcolo della quota.

Ricordiamo inoltre che fino alla data di subentro nella gestione del servizio da parte del nuovo concessionario, e comunque non oltre il 31/12/2017, non sono applicabili le sanzioni connesse al mancato utilizzo del sistema.
Sono invece applicabili le sanzioni per la mancata iscrizione ed il mancato pagamento dei contributi da parte dei soggetti obbligati.

Guida operativa Sistri 2017

Newsletter Sistri 2016

SISTRI e dintorni

Newsletter Sistri 2016 Safe24 a Prato.

Il SISTRI torna ancora una volta a far parlare di sé e lo fa con il decreto del Ministero dell’Ambiente n. 78 del 30 Marzo 2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 Maggio 2016 n.120.

Si attendeva da tanto l’arrivo di questo nuovo regolamento che avrebbe dovuto mettere ordine alla confusione che regna sovrana intorno al sistema informatico della tracciabilità dei rifiuti il cui fine, ricordiamo, è quello di contrastare i traffici illeciti dei rifiuti.

È un dato di fatto che le continue modifiche, non ha di fatto contrastato gli illeciti ma solo inasprito l’opinione che gli operatori del settore avevano nei confronti del sistema informatico.

Ma cosa introduce di nuovo il regolamento? E cosa ha modificato di fatto rispetto a quanto c’è oggi in merito alla tracciabilità informatica dei rifiuti? Spiace dover deludere le aspettative, ma di nuovo c’è veramente poco e le tante sospirate novità (eliminazione black box ecc..) sono tutte rinviate.

Vediamo brevemente i punti della norma, che entrerà ufficialmente in vigore l’8 Giugno 2016.

La norma ricalca quanto già conosciamo dei precedenti decreti e solo in alcuni punti introduce delle lievi novità.

Il delegato viene ridefinito come: il soggetto che, nell’ambito dell’organizzazione aziende, è eventualmente delegato dall’ente o impresa all’utilizzo del sistema.
E’ lecito chiedersi come mai sia stato introdotto il termine eventualmente. Se consideriamo il delegato quale soggetto munito di certificato per poter apporre la firma digitale sui documenti SISTRI e in virtù di questo chiaramente delegato dall’ente o impresa ad operare, come mai il legislatore ha sentito la necessità di rendere tutto ciò “eventuale”? Vuol dire forse che, prossimamente, potremmo non avere un delegato e che tutto ricada direttamente sull’amministratore o il legale rappresentante?

Per quanti si aspettavano la scomparsa, tanto sospirata, di dispositivi USB e black-box, purtroppo non è così in quanto già tra le nuove definizioni ritroviamo “dispositivo”: il dispositivo elettronico per l’accesso in sicurezza al SISTRI, di seguito, dispositivo USB, il dispositivo da installarsi sui veicoli di trasporto dei rifiuti avente la funzione di monitorare il percorso effettuato dal veicolo durante il trasporto, di seguito, dispositivo black-box, nonché il dispositivo USB per l’interoperabilità.

Come si evince il SISTRI rimarca la presenza del dispositivo USB nelle forme che già conosciamo nonché della presenza della black-box. Ciò fa presupporre che se in un prossimo futuro questi dispositivi dovessero essere effettivamente eliminati sarà necessario un ulteriore decreto (che si aggiunge alla sfilza di decreti correttivi già presenti).

Con l’articolo 2 del decreto viene annunciato dal Ministero che saranno necessari uno o più decreti che andranno a definire le procedure operative per:

  • L’accesso al SISTRI;
  • Inserimento e trasmissione dei dati;
  • Procedure particolari.

Ciò potrebbe far presagire che ci saranno delle modifiche sostanziali rispetto alle attuali procedure o forse che in vista del “restyling” funzionale del sistema le procedure potranno essere semplificate e rese maggiormente efficienti.

Maggiori chiarimenti sono invece arrivati sul fronte degli organi di controllo deputati a gestire i processi ed i flussi di informazioni contenuti nel SISTRI.

L’Arma dei Carabinieri viene deputata ciò e con l’obiettivo di intensificare l’azione di contrasto alle attività illecite di gestione dei rifiuti, tutte le informazioni detenute dal SISTRI vengono rese disponibili ai fini dell’accertamento degli illeciti in violazione della normativa in materia di rifiuti.

Piccola novità sul fronte dei soggetti obbligati all’iscrizione al SISTRI. I soggetti che sono autorizzati, presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, in categoria 2-bis o 5 per il trasporto dei propri rifiuti pericolosi, sono obbligati ad aderire al SISTRI nella forma di trasportatori solo se sono già iscritti in qualità di produttori.
In questo caso quindi l’impresa sarà tenuta anche all’installazione della black-box sui mezzi autorizzati.

Un occhio di riguardo viene mantenuto sulla Campania che ha sempre avuto un capitolo dedicato nelle norme SISTRI. Con l’articolo 5 sono obbligati all’iscrizione al SISTRI:

  • I centri di raccolta comunali
  • I centri di raccolta intercomunali (autorizzati ai sensi del DM 8 Aprile 2008);

localizzati nel territorio della Campania.

Nulla cambia invece in merito alle attuali procedure di iscrizione, almeno fino a quando non dovessero essere apportate delle modifiche al sistema. Chi aderisce volontariamente al SISTRI potrà utilizzare il sistema di tracciabilità dei rifiuti digitale fino a quando lo riterrà opportuno. Ovviamente decidere di utilizzare il SISTRI per i rifiuti pericolosi e non pericolosi comporta il dover accettare l’intero sistema di gestione digitale e non solo una sua parte.

Confermato ancora una volta l’obolo che enti ed imprese pagano per il mantenimento in servizio del sistema SISTRI. Pertanto per chi avesse sperato che finalmente questa “nuova vecchia tassa” fosse stata abolita ci spiace ancora una volta dover infrangere ogni sogno.

Qualche novità compare in merito alla delega della gestione operativa che a parere di chi scrive è un voler rendere nuovamente confusionaria la gestione dei rifiuti.

I soggetti, produttore e trasportatori di propri rifiuti, che aderiscono al SISTRI, possono delegare le associazioni imprenditoriali rappresentative sul piano nazionale o società di diretta emanazione alla compilazione delle registrazioni SISTRI. Ovviamente la piena responsabilità di quanto viene registrato resta in capo all’impresa.

Queste società di servizi possono compilare l’area registro cronologico ogni 45 giorni e comunque prima che i rifiuti vengano movimentati. Una piccola nota a margine di questo articolo è d’obbligo: se l’obiettivo del SISTRI è quello di tracciare in tempo reale la gestione dei rifiuti e se tutti i soggetti che aderiscono al SISTRI hanno dei tempi molto stretti per la compilazione delle proprie aree di competenza, per quale motivo i soggetti che delegano alle associazioni di categoria possono avere a disposizione 45 giorni?

I soggetti che producono rifiuti in quantità non superiore a 200 Kg o 200 litri all’anno hanno un ulteriore semplificazione ossia possono compilare l’area registro cronologico con cadenza trimestrale, a condizione sempre che la compilazione avvenga prima che i rifiuti vengano movimentati.

Ritorniamo quindi alla domanda precedente: Perché impostare un sistema di tracciabilità dei rifiuti digitale in tempo reale e dare poi una serie di semplificazioni che potrebbero rendere vano il lavoro? Non è diverso dal voler tracciare i rifiuti pericolosi tralasciando però quelli prodotti dalle imprese con meno di 10 dipendenti.

Vere novità in questo decreto, come si può osservare, non ce ne sono, semplicemente si è ricalcata la struttura del SISTRI attualmente esistente cercando di darne una ripulita, visti i numerosi decreti correttivi che sono intervenuti nel tempo, e si è rinviato il tutto a nuovi decreti attuativi che avranno quindi il compito di costruire le parti mancanti di questa impalcatura e, molto probabilmente, demolirne altre.

 

 

 

Newsletter Contributi Sistri 2016

Contributi SISTRI e relativi adempimenti

Newsletter contributi Sistri 2016.

I soggetti obbligati ad aderire al SISTRI devono effettuare il versamento del contributo annuale 2016 entro il 30 aprile 2016.
Le modalità di pagamento dei contributi SISTRI sono le seguenti:
1) presso qualsiasi ufficio postale mediante versamento dell’importo dovuto sul conto corrente postale n. 2595427, intestato alla Tesoreria di Roma Succ.le Min. Ambiente SISTRI D.M. 17.12.2009 Min. Amb. DG Tut. Ter. Via C. Colombo, 44 – 00147 ROMA.
In particolare, nella causale di versamento occorrerà indicare:
•    contributo SISTRI/anno 20XX;
•    il codice fiscale dell’Operatore;
•    il numero di pratica comunicato dal SISTRI, a conferma dell’avvenuta iscrizione;
2) presso gli sportelli del proprio istituto di credito:
mediante bonifico bancario alle coordinate IBAN IT56L 07601 03200 000002595427 – CODICE BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX – CIN:  L –  ABI: 07601 – CAB: 03200 – N. CONTO: 000002595427 – Beneficiario: TESORERIA DI ROMA SUCCURSALE MINISTERO AMBIENTE SISTRI D.M. 17.12.2009 – MIN.AMB.DG – TUT.TER. VIA CRISTOFORO COLOMBO 44 – 00147 – ROMA.
In particolare, nella causale di versamento occorrerà indicare:
•    contributo SISTRI/anno 20nn;
•    il codice fiscale dell’Operatore;
•    il numero di pratica comunicato dal SISTRI, a conferma dell’avvenuta iscrizione.

Comunicazione dell’avvenuto pagamento

Dopo aver effettuato il pagamento dei contributi spettanti, gli Operatori dovranno comunicare, accedendo all’ applicazione GESTIONE AZIENDE, i seguenti estremi di pagamento:
•    il numero della quietanza di pagamento rilasciata dalla Sezione della Tesoreria Provinciale presso la quale è stato effettuato il pagamento,
…ovvero il numero VCC-VCY della ricevuta del bollettino postale,
…ovvero il numero del “Codice Riferimento Operazione” (CRO o TRN) del bonifico bancario;
•    l’importo del versamento;
•    il numero di pratica a cui si riferisce il versamento.

A chi spetta il pagamento ed a chi NO

I soggetti già iscritti a SISTRI che non sono più tenuti ad aderire NON devono versare il contributo annuale anche se la procedura di cancellazione dell’iscrizione non è stata avviata o non è conclusa. (Comunicato della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente).
Gestori Ambientali – Trasportatori e Destinatari – Trasportatori conto Proprio (Aut. Semplificata ex Art. 212 del D.Lgs 152/06).
Le imprese devono pagare il diritto annuale per l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali in base a ciascuna categoria di appartenenza.
Il diritto annuale deve essere pagato nell’anno di iscrizione all’Albo Gestori Ambientali e, successivamente, ogni anno entro il 30 aprile.

Mancato pagamento SISTRI

Il mancato pagamento del diritto annuale comporta la sospensione dell’iscrizione all’Albo che permane fino a quando non venga effettuato il pagamento (articolo 24, comma 7, decreto ministeriale 120/2014).
Durante il periodo di sospensione l’impresa non può svolgere l’attività della categoria sospesa.
La sospensione decorre dalla data in cui l’impresa riceve notifica del provvedimento nella propria casella di posta elettronica e viene pubblicata nell’elenco degli iscritti sul sito Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Le iscrizioni che risultano sospese da oltre un anno senza aver regolarizzato i pagamenti vengono cancellate d’ufficio senza ulteriori comunicazioni (articolo 20, comma 1, lettera f, decreto ministeriale 120/2014).

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